Prefazione: Mi presento... il mio nome è Franca e abito a Roma da tanto tempo... (continua)
 
Ringrazio di cuore tutti quelli che si fermeranno qui, dedicandomi un po' del loro tempo e mi sembra doveroso precisare che tutte
le immagini sono mie rivisitazioni di lavori di altri che nel tempo mi hanno favorevolmente colpita e che sono andate ad arricchire il contenuto del mio PC.
Mi rammarico di non aver, a suo tempo, lasciato traccia della loro provenienza: avrei volentieri nominato gli autori dai quali ho attinto la materia prima per le mie creazioni che ritroverete in queste pagine. Vi auguro una serena e lieta lettura.
...scrivimi...

Alibrange perché...

lunedì 21 dicembre 2009

Tramonto a Capri


Che il mio ultimo viaggio si compia in quelle acque,
che mi fecero pensare nell’ora del tramonto,
quando il sole con il suo profondo bacio
il mare arrugginisce.

Che le mie ceneri siano sparse
tra la spuma del Tirreno,
rinnegando, solo nell’ultimo sospiro,
la mia terra.

Che, nell’atto finale, possa trovare la pace,
inutilmente cercata in vita;
quel che resterà del mio corpo
sarà confuso tra i flutti.

Forse un giorno risorgerò Sirena,
incantando chi mi vorrà ascoltare.

Franca



zoom

domenica 20 dicembre 2009

Palpiti oltre la vita


A Dora,
all’amicizia che a lei mi lega,
ad alcuni momenti inspiegabili,
come fossero palpiti di vita oltre la stessa
(e per tutti noi)


Tra le pause del respiro
- in quello spazio che si accresce attraverso il suo stesso ritmo –
tra il consueto contatto con le cose, e nel misurare una distanza sconosciuta
- nel rivoluzionario giro in cui tutto si compone -
negli interstizi dei sogni impossibili da colmare
- nella fragile consistenza di un cumulo di polvere -
prima o poi si comporrà la frase
perché il pensiero non conosce gabbie né catene, né determina il tempo
… mancano dieci minuti alle sedici …
forzatamente, intralcio la discesa nella profondità del sonno,
sbatto le palpebre;
scuoto la testa per imbrogliare i pensieri,
ingannando il mio tempo lo passo a riordinarli, a sciogliere figure tanto folte;
o immagino e fisso una vetrata che ripropone un giardino inghiottito dal buio
e ne svela i segni dei rami su una luna specchiata,
perché alla vera luna volto le spalle,
(sempre dietro le spalle la verità)
ma il torpore dilaga e, come acqua sordida, priva di ossigeno i pensieri.
- non esiste nessuna parola, in questa ora “nessuna” che spoglia
della coscienza di esistere,
minima interruzione prima di varcare la soglia del sogno.
Indietro, o oltre, la porta anela il tempo che un angelo si concede per sfiorarti,

ed ella si propone oltre la vita.

In quella intimità raccolta mi travolge una frase
… l’incanto del pensiero non portato a termine
per paura della grandiosità del suo significato
il suo svolgersi incompiuto
nella leggerezza dell’inesistente, dell’impossibile, dell’irreale …
Dall’eco enorme e terribile è soffocato
il rimbombo che altrove rintocca,
dolente campana, dolcissima, solerte,
non è un sibilo maligno che perfora
o una voce della quale avere paura.
Nelle opportunità che vengono offerte,
tra i ritagli di un album a noi caro
- tra le cesure di un verso letto e riletto -
nelle figure tracciate dal volo di un pensiero
- nella furia di cui non resta segno -
tra i tempi (che passano e che davvero si perdono -
o che ai giochi della mente tornano ad offrirsi)
nella paura ipnotica che trascina, aspra e stridente, atona
(perché l’anima non ha voci spiegate …sussurra…)
e si smorza la fiducia nella parola,
a mia insaputa, ripercorro il grave segreto che ora giace,
misteriosa città sepolta nel cuore,
ed un soffio gela le lacrime, umore inconsapevolmente secreto
da forze contrarie nell’atto dell’incontro.
Sono rivisitazioni ed evocazioni, atteggiamenti distanti, dolorosi e pacati,
a rivestire di pelle un’anima?

vivono …lei e la vita… in un’esplosione di pezzetti colorati

ma anche se non ci fosse luce…
- nel mondo sopravvissuto lo sprizzante chiarore di frammenti condanna a procedere. -
E dietro il patetico lume, il buio dell’umanità si erge.
Inesorabile, procede la macchina mostruosa
che acre musica rivela,
e cancella coloriti incantevoli.
Dentro sé, si cerca l’illusione; su ogni strada, una via di scampo.
E le parole si modellano con macerata intimità,
marcando il moto del sentimento generato.

Digrignano i pennini spuntati;
tra il confuso inchiostro comprendo
quanto la serenità affoghi
nel languore di versi a me estranei,
ma ribadito è il loro possesso,
tradendo la fine prossima, o già avvenuta, con l’affievolirsi della voce.

Non sempre credo negli angeli,
ma c’è un respiro oltre il mio
in questa casa dove io regno sola.
La solitudine avvelena, è come l’assenzio,
una volta assaporata diventa essenziale,
ma io comincio a gustare la gioia della tua presenza.

Franca



zoom

mercoledì 18 novembre 2009

Questa notte


Arabeschi fiammanti strisciano
e ne segnano il cammino.
Lasciano una polvere sospesa.
E il sole si consuma sempre più.
Allo sparire dei colori, come sonnambula, passeggia la luna,
gonfia, si innalza, salutando l’imbrunire.
La notte profuma di gelsomini,
respirano l’ultima aria, per poi chiudersi nel riposo.
Tra il verde, scurito dal buio, brillano le stelle;
rotolano sulle foglie come gocce di notturna rugiada.
La notte è calda e felice.
Nel silenzio, i suoni si rinforzano, crescono,
echeggiano tra le tenebre, tintinnanti come cristallo:
una nenia attraversa il giardino addormentato.
Tremolano le foglie alla nebulosa melodia…
l’accompagna il vento che parla,
sparendo e sbucando tra il fogliame,
annuncia un gelido domani.
Non avrà colori, né suoni, il domani.
Allora, darò fuoco ai miei versi così
che il falò lo riscaldi,
colorandolo di rosso fiamma.
Un assolo d’arpa addolcisce
la terra umida, profonda
… profonda l’attesa …
la notte è calda e felice.

Franca



zoom

mercoledì 15 luglio 2009

La gitana


Una musica che rapisce mi avvolge
e guidata dal suo calore cammino.
Un viale di desiderio violento mi sospinge
verso il tuo campo: un raduno di gitani,
un fuoco e povera luce intorno.
Una danza dall’odore tribale mi riporta
a caldi momenti e alla passione
che credevo spenta.
Sussurrano i piedi zingari
parole incontenibili d’amore;
le more danzatrici, in cerchio,
le gonne agitano con maestria,
che incanta i sensi.
Le nere, folte e ricce chiome scuotono,
ricercando la debole donna che è in me,
condannandomi a rievocare dolci passi.
Al suono di quella musica traditrice, spezzo
la catena umana
e con tutta l’anima comincio
a ballare appassionatamente.
Sempre più sale il mio ricordo,
sempre più lontano viaggia,
fino a raggiungere il cielo
che credevo fosse sprofondato
per nascondersi all’umanità dimentica.

Franca



zoom

giovedì 7 maggio 2009

Cappello e guanti


E il vento bussa ad annunciare un risveglio.
Corri, mi dice l’anima,
ma il cuore rallenta il ritmo,
come una farfalla che torna
e posa i suoi colori
sul mio piano nero.
E io canto per chi mi fece male,
canto per chi il mio amore non capì.
Infilo cappello e guanti
e mi affaccio al balcone.
Così nella normalità del quotidiano ricamo regna
una poesia che ha i colori argentati della tela
del ragno più persistente nei miei ricordi.
C'è un respiro che svela
la presenza dell'altro nel suo essere silenzio.

Franca



zoom

martedì 28 aprile 2009

Io tesso


Dagli spazi di questa larga trama
odo soltanto sirene di volanti
che vanno in fretta.
Tutto il resto è silenzio opprimente,
come oppressa è la mia anima scossa,
dallo scorrere nelle mie vene del terrore
che in questo attimo tu abbia bisogno di me
ed io non sia lì a porgerti le mani
per sorreggerti, per indicarti,
con tutte le mie forze, la strada
che conduce ad amare la vita
(questo dono immenso
che si battezza innumerevoli volte
in ogni atomo della natura, che si concede a noi).
Feroce io combatto,
per me, per te,
e continuerò fino a quando tu vedrai il vero,
negandoti a quel sonno innaturale,
che prego sia solo apparente.
Mi insegnerà il ragno a tessere
una tela più fitta
che ti avvolga e ti protegga.
Ricomporrò le maglie usurate con infinita pazienza,
userò la seta più resistente, indistruttibile,
affinché l’essere ostile ne rimanga impigliato,
affinché il suo verso di animale muoia
lontano da te.

Franca



zoom

martedì 24 febbraio 2009

Porcelain


Ad una cara amica

Andiamo insieme a vedere
dove si rompono le onde contro i frangiflutti
e un sordo e presuntuoso vento si frange
nella risacca…
non tremare perché un’onda ti investe i piedi
cancellando le tue orme.
Perdi lo sguardo nell’infinito,
si incontrerà con il mio
in quel punto che non riconosciamo, ma c’è
e ne è testimone la memoria eterna del mare
che ci invade entrambe.
Così lentamente, e gli occhi muti, ritorneremo
sui nostri passi con l’unica convinzione
che ci tiene unite nel dividere l’affanno
della solitudine e dei sospiri,
ricordando quel che poteva essere, ma non è stato.
Altere continueremo ad affrontare questa vita
che innumerevoli prove della nostra forza
ci ha chiesto in un continuo dono di energie.

Franca



zoom






















































































 

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